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TWP CARE

Badanti e lavoro in regola

da 27 Settembre 2021Settembre 28th, 2021Nessun commento

Esempio di contrattoContinua il viaggio nel complesso e variegato mondo dell’assistenza domiciliare fornito da assistenti familiari (sia badanti in convivenza che assistenti “a ore”). Ormai non è più una notizia la dimensione del lavoro nero nel settore, meno conosciute le sanzioni e i rischi che possono accadere alle famiglie datrici di lavoro.
Abbiamo rivolto alcune domande a Bruno Perin, Vice Presidente di Professione in Famiglia.


Domanda
: Durante la pandemia, il lavoro domestico è assurto alla cronaca dei media, soprattutto per il fenomeno della clandestinità e del lavoro nero. Quali sono le sue valutazioni in merito?
Risposta: Che non si sarebbe dovuto attendere il Covid per discutere di questo problema e che, nonostante le iniziative prese dall’allora Governo, il fenomeno non è stato neppure scalfito. Solo il 10% dei 170.000 “emersi” a luglio dello scorso anno hanno completato il complesso percorso burocratico, vanificando il valore medesimo dell’emersione.

Domanda: Ma come si giustifica un fenomeno così diffuso di lavoro irregolare?
Risposta: Indubbiamente dalla polverizzazione che questo lavoro comporta ma anche per un incontro di interessi tra le domestiche e i loro datori di lavoro.
Se vi fossero leggi come noi auspichiamo e chiediamo da ormai 10 anni, che permettessero di poter portare a deduzione fiscale l’intero costo dell’assistenza di ausilio per i non autosufficienti oppure voucher dedicati da spendersi presso agenzie accreditate, il fenomeno si sgonfierebbe con molta velocità e permetterebbe di garantire maggiori tutele anche per le lavoratrici.
Manca in sostanza una politica complessiva che affronti il problema della non autosufficienza nella sua interezza.

Domanda: Cosa rischia il datore di lavoro domestico se non regolarizza il rapporto di lavoro?
Risposta: Innanzitutto l’apertura di un contenzioso a fine rapporto. Se non avesse provveduto alla regolarizzazione non sarebbe in grado di dimostrare l’avvenuto pagamento degli stipendi, ecc.
Una indagine svolta nel 2020 sull’anno precedente ha dimostrato la crescita del 36% dei contenziosi da lavoro domestico. Inoltre, le sanzioni previste per la mancata segnalazione all’Inps comporta l’ammenda da 1.500 a 2.000 euro più 150 euro per ogni giorno di ritardo. Se poi, malauguratamente la domestica dovesse infortunarsi, ci sarebbe la rivalsa dell’Inail sul datore di lavoro per tutte le spese sostenute a favore della lavoratrice.
Da questa intervista emerge quindi l’importanza della regolarizzazione del personale che svolge attività professionale nel settore di cura domiciliare.