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TWP CARE

Il metodo VALIDATION

da 24 Settembre 2021Settembre 28th, 2021Nessun commento

Badante si prende cura di un'anzianaIl metodo Validation è una tecnica di comunicazione, uno strumento, un atteggiamento basato sul contatto empatico, a favore dell’anziano confuso e disorientato.

Il metodo Validation viene applicato nelle case di cura di Stati Uniti, Giappone, Canada, Australia e sta prendendo piede anche in Italia. E’ un metodo basato sul riconoscimento delle emozioni, ideato alla fine degli anni Settanta da Naomi Feil, gerontologa e terapeuta sociale americana. Si tratta di un processo di comunicazione che si attua tra caregiver e anziano e che ha come leva fondamentale il concetto di “valore”, dare valore all’anziano, accogliere e rispettare le sue emozioni, che sono sempre presenti anche in soggetti con gravi patologie cognitive (come l’Alzheimer).

Validation significa legittimare, convalidare, cioè dare valore all’altro con cui entriamo in relazione, accogliere le sue emozioni e i suoi bisogni, riconoscere le sue capacità. Questo “dare valore all’altro” comprende aspetti che per Validation sono fondamentali: l’empatia e l’ascolto autentico.

Il metodo Validation parte dal presupposto che anche gli anziani effetti da Alzheimer (anche in stato avanzato) mantengono le capacità emotive anche se tendono a perdere le capacità cognitive. La comunicazione è, pertanto, possibile anche negli stadi avanzati della malattia: accettando l’anziano per quello che è, condividendo e comunicando su un piano emozionale, senza mentirgli. In pratica, non ci si deve soffermare sul contenuto dei suoi racconti, ma sull’emozione che lo muove.

I presupposti dai quali parte questo metodo è che tutte le persone sono uniche e degne di rispetto ed è con il rispetto quindi che si devono impostare le linee di comunicazione, inoltre l’ascolto empatico genera fiducia, ristabilisce la dignità e riduce ansia.
Gli scopi di questo metodo a breve termine sono quelli di aumentare la comunicazione verbale e non verbale tra assistente e assistito, aumentare la capacità di comunicare, la vigilanza dell’assistito, migliorare la motricità e il benessere fisico, ridurre lo stress (sia per gli anziani disorientati che per i caregiver).

A lungo termine può aumentare il senso dell’autostima, sostenere il processo di invecchiamento, evitare la chiusura e favorire la socializzazione dei soggetti disorientati, può diminuire rabbia e stati ansiosi, permette di ritardare il ricovero in strutture e in generale aumentare la sensazione di benessere aiutando le famiglie a comunicare con i propri anziani.